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Verdi, Aida PDF Stampa E-mail
Divulgazione culturale - Opere di teatro musicale
Scritto da Administrator   
Lunedì 07 Luglio 2014 14:47

Verdi, Aida

 

Giuseppe Verdi

Esame di Pratica dell'Accompagnamento e della Collaborazione al Pianoforte II

Prova n.4 Discussione su uno spartito d'opera dell'Ottocento o del Novecento, con esempi musicali al pianoforte: il libretto, i ruoli vocali, la struttura musicale

Appunti per la discussione

 

Fonte letteraria e libretto

Prima esecuzione: Il Cairo, 24 dicembre 1871

Personaggi e tipi vocali. Il libretto.

Primi interpreti: Teresa Stolz (Aida), Maria Waldmann (Amneris), Giuseppe Fancelli (Radames), Francesco Pandolfini (Amonasro).

 

La forma

L'opera è articolata in quattro atti e, per la presenza di grandi scene di massa, con cori e balletti, si può ricondurre alla forma del grand-opéra.

Gli atti sono articolati in scene e pezzi chiusi, anche se le forme sono molto dilatate, con cambi di personaggi, cambi di tonalità e di tempo, nuovi temi, in particolare nei finali d'atto, tra i quali celeberrimo è il secondo.

Le forme chiuse sono suddivise in più sezioni e spesso indicate con la parola "Scena"; in due casi troviamo l'indicazione "Romanza" ("Celeste Aida" di Radames nel primo atto e "O cieli azzurri" di Aida nel terzo). Da notare la prevalenza di duetti e pezzi d'insieme, rispetto alle arie solistiche.


Questo fatto è particolarmente sviluppato nei finali d'atto. Esemplare, inq uesto senso il celebre finale secondo.  Questa grande scena è articolata in varie sezioni, che descriviamo con il piano tonale:

 

Introduzione orchestra, in Mi bemolle Maggiore
Coro del popolo "Gloria all'Egitto, ad Iside", in Mi bemolle Maggiore
Nuovo tema: "Della vittoria", in la bemolle minore e cadenza a Mi bemolle Maggiore
Marcia trionfale, in La bemolle Maggiore
Ballabile, in do minore
Ripresa ampliata del coro ("Vieni o guerriero vindice"), in Mi bemolle Maggiore
Il Re : "Salvator della Patria", in Fa Maggiore
Tema di Amneris, in Si bemolle Maggiore
Scena con interventi di Radames, Ramfis, Sacerdoti, poi Aida, Amneris, Amonasro
Amonasro: "Quest'assisa ch'io vesto vi dica", in re minore
Aida con schiave e prigionieri e gli altri personaggi: "Ma tu, Re, signore possente", in Fa Maggiore
Sacerdoti e poi tutti: "Struggi, o Re, queste ciurme feroci", in fa minore
Seguito del Concertato in Re bemolle Maggiore e ripresa del tema in Fa Maggiore
Radames e altri personaggi: "Re, pei sacri Numi", recitativo modulante
Coro "Gloria al clemente egizio/ Gloria all'Egitto, ad iside", in Mi bemolle Maggiore
Una analoga descrizione può essere fatta per la Scena del giudizio nell'atto IV.
 

Temi conduttori

L'uso di temi conduttori non è certo sistematico e strutturale come nelle opere di Wagner; troviamo solo alcuni motivi ricorrenti, che caratterizzano alcuni personaggi.

L'opera inizia con una melodia fortemente caratterizzata dall'andamento cromatico, dal timbro tenue e acuto (violini con sordina) e dall'impulso ritmico del sedicesimo in levare: possiamo definirlo come "tema di Aida", perché in vari punti dell'opera preannuncia l'ingresso in scena della protagonista.

Nel seguito del Preludio troviamo anche un tema che caratterizza la scena del Trionfo nel Finale secondo, alle parole "Della vittoria agli arbitri supremi il guardo ergete"; lo ritroveremo pure nella "Scena del giudizio" nell'atto IV ("Spirto del Nume, sovra noi discendi!").

All'inizio del Duetto tra Amneris e Radames, nel primo atto, ascoltiamo un tema in terzine che caratterizza il personaggio della figlia del Re: "tema di Amneris".

Nel seguito del Duetto, all'Allegro agitato e presto, l'inquieto tema in tempo tagliato che anche sarà ripreso in un momento successivo, e che potremmo associare al sospetto e alla gelosia di Amneris.

 

Linguaggio musicale e armonia

Il linguaggio armonico del Verdi maturo tiene conto dell'evoluzione del linguaggio romantico: analizziamo ad esempio il Preludio all'atto I, denso di cromatismi, armonie dissonanti e modulazioni. Le prime 17 battute sono caratterizzate dalla scrittura cromatica del tema; le modulazioni sono ottenute mediante alterazioni cromatiche: ad es., a batt.7, il 'sol bequadro' nel secondo ottavo, che sarebbe secondo grado abbassato della tonalità di fa diesis minore, permette la modulazione transitoria a Re Maggiore. A batt.15 notiamo anche l'uso dell'accordo di sesta eccedente "svizzera", come accordo di secondo rivolto del secondo grado alterato di Fa diesis Maggiore. A partire da batt. 25 le armonie dissonanti sono sovrapposte ad un pedale di dominante; le batt.31-34 presentano una modulazione al tono lontano di Si bemolle Maggiore e da qui a Re. Da batt. 37 l'episodio che rappresenta il climax della tensione drammatica: una successione di settime diminuite con appoggiature, fino al punto culminante di batt.41, con il secondo rivolto della triade di Fa diesi Maggiore. La conclusione del Preludio (che sintetizza in poche battute il dramma della vicenda) riporta, con i noti procedimenti cromatici, verso la tonalità d'impianto di Re Maggiore.

Alcune melodie dell'opera sono caratterizzate da una struttura intervallare o da andamenti ritmici che vogliono evocare l'esotismo dell'ambiente: è il caso ad esempio della scala minore armonica (per l'intervallo di seconda aumentata, che dà un carattere "orientaleggainte") nell'arioso di Aida "L'insana parola, o Numi, sperdete!" nell'atto primo (cfr. anche Amonasro nell'atto terzo); del canto della Gran Sacerdotessa nel finale primo, caratterizzato dall'intervallo di terza diminuita e dalle acciaccature; del ritmo e dell'unisono (melopea) all'inizio dell'atto terzo ("O tu che sei d'Osiride") e di quella nella citata Scena del giudizio nell'atto quarto. Questi elementi "esotici" sono poi sublimati nell'intenso lirismo espressivo con il quale il ritmo ostinato e il modo minore sono trattati, ad esempio, nella implorazione di Aida al padre, nel duetto dell'atto terzo, alle parole "Padre!... a costoro... schiava... non sono...".

Anche la melopea dell'oboe nella romanza di Aida "O cieli azzurri" nell'atto terzo ha un significato analogo di sublimazione lirica della caratterizzazione esotica.


Nel finale terzo, notiamo l'uso del cromatismo nell'arioso di Aida "Là... tra...foreste vergini", poi anche la nona di dominante ("la terra scorderem") e poi ancora l'uso dell'abbassamento cromatico del sesto e del settimo grado (alla ripetizione di "in estasi"), che nuovamente danno un carattere esotico al lirismo del personaggio; contrapposta al suo carattere languido e suadente, la risposta di Radames appare invece focosa e passionale.
 

Strumentazione.

Evidenziamo alcuni esempi notevoli.

Atto I

Preludio atto I: archi con sordina, violini I e II divisi, creano un'atmosfera tenue e soffusa.

Romanza di Radames "Celeste Aida" (partitura p.9): sei violini a parte con sordina; gli altri archi pizzicato.

Scena d'assieme nell'atto I: il Re espone il tema marcato e stentoreo alle parole "Su! del Nilo al sacro lido" (p.47) accompagnato dai soli archi, mentre poi la risposta del coro è a piena orchestra.

Scena di Aida: "L'insana parola" (p.65): il canto è raddoppiato da fagotto I, viole e violoncelli; alle parole "e l'amor mio?" (p.68) clarinetto I e fagotto I con le linee cromatiche caratteristiche del personaggio; poi "Numi, pietà" (p.71) tremoli degli archi in ppp e incisi dei violoncelli.

Nella scena II l'ambiente (Interno del tempio di Vulcano a Menfi, p.73) è caratterizzato dalle arpe; nella Danza sacra delle sacerdotesse (p.76), tre flauti con indicazione p dolcissimo, cui poi si aggiungono gli altri strumentini, sopra il pizzicato degli archi.


 Atto II

Nella scena prima, Introduzione (p.97), arpa e tromba I.

Nel Gran Finale Secondo (p.144) gli strumenti in scena (Banda sul palco) definiscono il contesto, dove avremo grande presenza di cori, balli e masse. Banda e orchestra si alternano (Gloria all'Egitto, p.148). Il Coro di Sacerdoti Della vittoria agl'arbitri supremi (p.156) è introdotto da un fagotto con contrabbasso e due clarinetti con le viole. La Banda suona anche nella perorazione finale.

 

Atto III

Nell'Introduzione (p.258), violini I con sordina nella caratteristica figurazione a salti d'ottava, gli altri archi con sordina hanno tremoli (violini II), pizzicati (viole) ed armonici (violoncelli divisi, senza sordina), mentre i contrabbassi tacciono; su questo tappeto si inserisce il flauto I. Il Coro (p.260) canta sugli armonici dei celli.

L'entrata di Aida (p.264) è evocata da 3 flauti all'unisono, con due violini su un suono acuto tenuto e un movimento cormatico delle viole (senza sordine).

Nella Romanza di Aida "O patria mia" (p.266) la melopea dell'oboe è accompagnata da una armonia di due clarinetti e da un controcanto del flauto, in tessitura più bassa. Nella successiva sezione "O cieli azzurri" abbiamo tremoli dei flauti e poi dei violini.

Nel duetto con Amonasro, alla frase di Aida "Padre!...a costoro..." (p.296) figurazione sincopata dei violini in ottava, dinamica pppp, su cui si delinea la patetica figurazione di viole e violoncelli con fagotto I. 

Nel duetto con Radames, alla frase "Nel fiero anelito" (p.304) notare la valorizzazione delle trombe in Do, con indicazione leggerissimo e staccato, su pizzicato degli archi.

 

Atto IV

Nel Preludio (p.344) ottavino e due flauti con clarinetti e fagotti a distanza di tre ottave.

Nella Scena del giudizio (p.383) contrabbassi soli con sordina e suoni singoli di tre tromboni.

Quando radames scende al sotterraneo, quattro trombe e quattro tromboni con grancassa accompagnano il Coro dei Sacerdoti. L'esplosione lirica di Amneris avviene a piena orchestra, con effetto di forte contrasto (p.390). Dopo tre invocazioni, i Sacerdoti affermano il giudizio del Nume alternandosi all'orchestra, simulando un effetto di rito liturgico.

La scena II (p.413) è caratterizzata da una orchestrazione scarna; la frase lirica di Radames "degli anni tuoi nel fiore" (p.418) è raddoppiata da due clarinetti, mentre la risposta di Aida, "Vedi?... di morte l'angelo" (p.420) è accompagnata da sei violini divisi in tre gruppi, pizzicato degli archi gravi e suoni staccati di arpa e strumentini. Nel duetto finale "O terra addio" (p.427), gli armonici degli archi rendono un effetto etereo e quasi smaterializzato.

 

Ascolti

 

 
 
 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Luglio 2014 14:50
 
 

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