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Verdi, Rigoletto PDF Stampa E-mail
Divulgazione culturale - Opere di teatro musicale
Scritto da Administrator   
Sabato 27 Aprile 2013 14:16

"Rigoletto" di Giuseppe Verdi

Esercitazioni per il corso di Maestro Collaboratore

 Prima rappresentazione: Venezia,Teatro La Fenice, 11 marzo 1851.

Libretto di Francesco Maria Piave (1810-1876), tratto dal dramma "Le Roi s'amuse" (1832) di Victor Hugo (1802-1885)


                         Partitura atto I                                                

                         Partitura atto II

                         Partitura atto III

 

 

                         Spartito atto I

                         Spartito atto II

                         Spartito atto III

 

 

                         Cortigiani, vil razza dannata (Rigoletto, atto II)

                         Bruno Pola, baritono, Nicola Sfredda, pianoforte     

                         Rovereto, Teatro Zandonai, 1986

Verdi giovane

 

Preludio atto I

Il Preludio all'atto I concentra in sole 34 battute (circa 2 minuti di musica) tutto il dramma della vicenda di Rigoletto, in particolare l'ossessiva idea di "maledizione" che sconvolge il tragico protagonista: infatti l'idea musicale delle batt.1-3 sarà ripresa nelle riflessioni tormentate di Rigoletto.

Può essere studiato ed eseguito come un pezzo per pianoforte. L'effetto pianistico sarà molto soddisfacente, se si terranno presenti le sonorità e le dinamiche della parte orchestrale.

Si possono eseguire le seguenti esercitazioni:

  1. lettura ritmica del pezzo, accompagnata dal gesto, con attenzione allo stacco del tempo e all'unità di movimento; all'articolazione dei suoni; al fraseggio ritmico; non occorre leggere il nome delle note, basta scandire alcune sillabe comode per l'articolazione;
  2. lettura melodica con la voce, accompagnata dal gesto, della parte superiore (eventualmente anche altre parti), preferibilmente senza aiuto del pianoforte; con attenzione alle dinamiche;
  3. studio della partitura d'orchestra;
  4. studio pianistico;
  5. esecuzione pianistica sotto direzione (curata dal docente oppure da un compagno di studi).

Il Preludio consta di 34 battute, Andante sostenuto in 4/4, in do minore, con indicazione di metronomo 66 alla semiminima. Si può battere in quattro movimenti, in alcuni casi suddivisi. Un aspetto importante è l'attacco iniziale: conviene eseguire col gesto un levare corrispondente all'ultimo movimento di battuta, suddiviso in ottavi. Molto importante la precisione del ritmo puntato e della figurazione in sedicesimi.

Molto importanti le pause: a volte, pianisticamente, si sbaglia, prolungando i suoni indefinitamente con il pedale, mentre occorre rispettare il silenzio espressivo voluto dall'autore (ad es. a batt.3, terzo e quarto movimento).

Curare il crescendo alle batt.11-14: un crescendo progressivo di quattro battute, caratterizzato dalla ripetizione ostinata dei 'sol' e dalla figurazione ascendente del basso, che nell'ultima battuta viene intensificata dalla diminuzione ritmica (ad ogni movimento anziché ogni due).

Altrettanto importante il diminuendo progressivo alle batt.20-24 e poi il crescendo alle batt. 29-33.

 

Introduzione atto I

L'Introduzione nell'atto I comprende tutta la scena iniziale, che si svolge nel palazzo del Duca. Dal punto di vista drammaturgico la scena presenta il carattere di due tra i personaggi principali del dramma (il Duca e Rigoletto) e procede da un clima di festa mondana e frivola verso la prefigurazione della tragedia che incombe sul destino di Rigoletto.

La scena si può dividere in nove sezioni:

  1. introduzione musicale; una banda interna esegue una musica allegra e brillante in La bemolle Maggiore (Allegro con brio, in 2/2, con indicazione di metronomo 112 alla minima);
  2. dialogo tra il Duca e il cortigiano Matteo Borsa, sulla musica precedente;
  3. Ballata del Duca Questa o quella per me pari sono, Allegretto in 6/8;
  4. danza del Minuetto e corteggiamento del Duca alla Contessa di Ceprano, in Tempo di Minuetto in 3/4, sempre in La bemolle Maggiore; Il Minuetto è suonato da strumenti sul palco;
  5. primo intervento musicale di Rigoletto, alle parole In testa che avete, signor di Ceprano, seguito dai commenti di Borsa e del coro maschile; corrisponde alla ripresa del Tempo I;
  6. danza del Perigordino, in 6/8 e tempo più rapido, in Do Maggiore; anche il Perigordino è suonato da strumenti sul palco; questa danza (che deriva il proprio nome dalla regione del Périgord, nel sud-ovest della Francia, è, come il più celebre Minuetto, una danza francese del XVIII secolo; Verdi ha voluto caratterizzare la festa del Duca con queste danze di stile settecentesco, evocanti un generico senso di "antico" e di "cortigiano";
  7. ripresa del Tempo I, in La bemolle Maggiore, con l'entrata di Marullo (Gran nuova! Gran nuova!) e commenti del Coro; poi dialogo tra il Duca e Rigoletto e sviluppo del concertato, culminante in un tempo Più vivo (Tutto è gioia, tutto è festa), che corrisponde anche all'avanzamento dei Ballerini sul davanti della scena;
  8. entrata improvvisa del Conte di Monterone (Ch'io gli parli. Il voglio): tempo Moderato; poi lo scherno di Rigoletto, in tempo Sostenuto assai in 4/4 in Do Maggiore; poi ancora l'invettiva di Monterone, in tempo Andante sostenuto, in fa minore; infine la maledizione (Allegro, modulante alla cadenza in Re bemolle Maggiore);
  9. stretta, con tutti i personaggi, in tempo Vivace, 3/4, in Re bemolle Maggiore/minore (Oh tu che la festa audace hai turbato), poi in tempo Più mosso e chiusa in Re bemolle Maggiore.

Ognuna delle nove sezioni può essere studiata riprendendo lo schema di esercitazioni proposto per il Preludio (a-b-c-d-e). Diamo di seguito alcuni suggerimenti in dettaglio.

  1. lettura ritmica del pezzo, accompagnata dal gesto, con attenzione allo stacco del tempo e all'unità di movimento; all'articolazione dei suoni; al fraseggio ritmico; non occorre leggere il nome delle note, basta scandire alcune sillabe comode per l'articolazione. Nelle sezioni 1 e 2 occorre battere il tempo in due movimenti, ben scandito ritmicamente; l'attacco sarà dato dal primo movimento in battere (corrispondente alla pausa di minima); in certi casi può essere utile suddividere in quattro, per dare maggior rilievo agli accenti (ad es. nella ottava battuta). Nella sezione 3 si può attaccare il tempo secondo la procedura tempo-relazione: la minima della sezione precedente può corrispondere alla semiminima puntata della nuova sezione, senza dunque modificare l'andamento; occorre ricordare i rallentando di tradizione nelle frasi culminanti della Ballata. Anche la sezione 4 può essere attaccata con la procedura tempo-relazione: la semiminima puntata della sezione precedente corrisponde alla semiminima del Minuetto. La sezione 5 invece va attaccata con tempo più veloce del precedente: la battuta di entrata di Rigoletto è l'ultima della sezione precedente e la terzina nel canto dà lo slancio per lo stacco del Tempo I. La sezione 6 è ancora più veloce. La sezione 7 può essere attaccata direttamente dopo l'ultimo suono del Perigordino (che può coincidere con il battere dell'Allegro con brio); il tempo si mantiene costante fino al Più vivo, che può essere battuto in uno. La sezione 8 si attacca più lentamente e in due movimenti; al Sostenuto assai si batte in quattro e ancora più lento; nell'Andante sostenuto è importante la precisione ritmica nella parte vocale (altrimenti perderebbe completamente la drammaticità); poi l'Allegro sempre in 4 ma più veloce; la maledizione è caratterizzata, ovviamente, dalla fermata sulla corona. La sezione 9 si batte in uno e poi si accelera al Più mosso. Dopo una prima lettura ritmica di carattere generale, si deve eseguire una lettura ritmica con il testo, curando la pronuncia, l'articolazione, il fraseggio; dove il testo manca, leggere ritmicamente la parte musicale. Nel caso di situazioni polifoniche, si può seguire la successione delle entrate: ad esempio, nella sezione 7., dopo le parole del Duca Ah sempre tu spingi le..." si inserisce Ceprano con "Vendetta del pazzo!" e poi Rigoletto con "Che coglier mi puote?"; analogamente negli altri casi.
  2. lettura melodica con la voce, accompagnata dal gesto, della parte superiore (eventualmente anche altre parti), preferibilmente senza aiuto del pianoforte; con attenzione alle dinamiche; [segue]

Duetto Rigoletto, Sparafucile atto I

Quartetto atto III

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Ottobre 2013 18:09
 
 

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